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La Miniera è ospitata in un complesso di notevole interesse dal punto di vista storico ed architettonico, in quanto questi ambienti facevano parte di un convento francescano risalente al XIII secolo.

Ex Complesso Francescano in una carta di G. Brenna Mappa Catastale del XVIII secolo

Il convento dovrebbe risalire al 1250. Una certa tradizione vorrebbe che sia stato fondato da Sant’Antonio da Padova.

I primi documenti risalgono alla fine del Duecento. Il convento ospitava una piccola comunità di frati minori conventuali.

Lungo il chiostro centrale, ancora visibile, si aprivano i vari ambienti: le celle, la foresteria, la sala capitolare, il refettorio e la chiesa.

Gli usi profani cui fu destinato il convento dopo la sua soppressione hanno profondamente modificato le strutture originarie.

 

La chiesa era formata da un’unica grande navata, sul cui lato settentrionale si aprivano tre cappelle dedicate a San Francesco, Sant’Antonio e alla Madonna Immacolata (realizzata tra il 1531 ed il 1568).

Chiostro del Convento Chiostro del Convento

La piccola comunità religiosa influì notevolmente sulla vita religiosa e sociale del borgo.

Il 26 maggio 1777 fu emanato un decreto imperiale che prevedeva la soppressione del convento a causa delle sue ridotte dimensioni.

Il complesso, che all’epoca ospitava cinque sacerdoti e due frati laici, fu sconsacrato il 10 novembre 1777.

La massa dei beni fu posta all’asta ed acquistata dal marchese Ferdinando Cusani che, proprio in quegli anni aveva affidato al Piermarini l’incarico di ridisegnare la sua residenza di Desio.

Il convento, trasformato in corte colonica, subì un profondo degrado. Solo negli anni 1972-1976 una profonda campagna di restauri ha permesso il salvataggio di questo complesso ricco di storia.